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Len Lye Centre - Edificio simbolo di ARCHICAD 20

Un viaggio attraverso la luce

Pattersons Associates, New Zealand

Patterson Associates, Nuova Zelanda
http://pattersons.com/

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Lo scintillante edificio simbolo di ARCHICAD 20, il Len Lye Centre, è l’unico museo della Nuova Zelanda dedicato ad un singolo artista. Il suo design è profondamente influenzato da vita, idee, scritti e lavoro del famoso Artista Cinetico neozelandese Len Lye (1901-1980).

Len Lye Centre, New Zealand - Patterson Associates - photo ©Patrick Reynolds
Len Lye Centre, Nuova Zelanda | Patterson Associates | Foto ©Patrick Reynolds
Nome del progetto: Len Lye Centre
Luogo: New Plymouth, New Zealand
Tipologia: Culturale
Costi: AUD 11.5m, USD 8.3m
Anno di completamento: 2016
Dimensione: 3,000 mq | 32,292 sqft
Architetto: Patterson Associates
ARCHICAD 20 logo
Software utilizzati:
  • GRAPHISOFT ARCHICAD
  • GRAPHISOFT BIMx
  • Revit Structures
  • Revit MEP
  • Rhinoceros
  • Ecotect
  • Radiance
  • SketchUp
  • 3ds Max
  • Odeon
  • Iris

Lye stesso disse, nel 1964, che "la grande architettura va a braccetto con la grande arte". Il design dell'edificio articola questa filosofia – lui credeva che un'opera fosse un pezzo di coscienza comunicante con il futuro. Ha sempre utilizzato la luce come suo strumento di comunicazione principale.
Il Len Lye Centre si trova a Taranaki, in Nuova Zelanda, una regione nota per le sue industrie di produzione di acciaio inossidabile. L'edificio di 3.000 mq, si relaziona con la piazza urbana attraverso la facciata, che riflette e trasmette la luce. Questo trasferisce la luce con un effetto olografico da un luogo all'altro per animare ed illuminare entrambi.

La scintillante facciata in accoaio inossidabile del Len Lye Centre, Patterson Associates, Foto ©Patrick Reynolds La scintillante facciata in accoaio inossidabile del Len Lye Centre | Patterson Associates
Foto ©Patrick Reynolds
“[Len Lye ne sarebbe stato] assolutamente entusiasta, avrebbe amato questo posto" John Matthews, Presidente, Len Lye Foundation

Il Len Lye Centre è stato progettato per soddisfare molteplici esigenze. Doveva integrarsi con quella che era la proposta di una nuova zona culturale ed artistica, collegata direttamente al cuore commerciale della città. Doveva anche fondersi perfettamente con un già esistente vecchio cinema, convertito a galleria d’arte. L'edificio finito introduce nuovi spazi della galleria, aule dedicate all’insegnamento, un cinema con 62 posti, l’archivio di Len Lye e una sala motore dedicata alle sue opere cinetiche. Lo spazio che ne risulta è reverenziale, e crea un'esperienza sensoriale tramite la luce che lo rende un “tempio” per l’arte.
"Lye era affascinato dai templi e nel concepire il disegno complessivo è sembrato opportuno trarre ispirazione dalle "megaron", le grandi sale del mondo classico, nonché da forme ed idee tipiche polinesiane. Queste idee hanno influenzato Lye. "Per fare questo, abbiamo sviluppato il nostro pensiero in maniera olistica o adattiva; come metodologia sistematica. Questo significò che invece di utilizzare proporzioni o estetismi, nel progettare gli ambienti ci siamo fatti guidare da scelte ecologiche. Per esempio, la scintillante facciata con colonnato iridescente è stata prodotta localmente utilizzando l'acciaio inossidabile – la ‘pietra locale’ di Taranaki - questo si ricollega ad entrambe le innovazioni di Lye, cinetica e luce, nonché l'innovazione industriale della regione. Quindi, utilizzando acciaio inossidabile possiamo sia commemorare che trasmettere ai visitatori la ragione per cui le sue opere d’arte siano un dono per Taranaki”.
afferma Andrew Patterson, direttore, Patterson Associates

La facciata del Len Lye Centre dentro e fuori | foto ©Sam Hartnett (sinistra), ©Patrick Reynolds (destra)
La facciata del Len Lye Centre dentro e fuori | Patterson Associates | Foto ©Sam Hartnett (sinistra), ©Patrick Reynolds (destra)
L'effetto di riflessione della facciata illumina e riscalda anche l'ombroso piazzale | Patterson Associates | Foto ©Patrick Reynolds
L'effetto di riflessione della facciata illumina e riscalda anche l'ombroso piazzale
Patterson Associates | Foto ©Davor Popadich

La forma profondamente incavata della facciata fornisce una serie di immagini e riflessioni che attirano facilmente l’attenzione delle persone. Visto dall'alto, i bordi superiori del colonnato creano una forma tipica koru (simbolo spiraleggiante Maori che si riferisce al germoglio della felce d’argento), mostrando le influenze polinesiane del Museo.

All'interno dell'edificio, il colonnato crea un sipario, con tre asimmetriche rampe che abbracciano lo spazio di un ascendente percorso processionale che dalla rampa porta alle varie gallerie. Le aperture del colonnato disegnano la luce, e creano sulla passerella movimentati motivi di luce, forse una forma di architettura cinetica passiva.

Il Teamwork ed il colonnato moderno

Sezione longitudinale del progetto che mostra le gallerie e il collegamento degli edifici sia nuovi che già esistenti
Sezione longitudinale del progetto che mostra le gallerie e il collegamento degli edifici sia nuovi che già esistenti | ©Patterson Associates

Il team all’interno di Petterson Associated è composto da 28 persone, unite e motivate dall’innovazione architettonica, che le ha portate a riunire le loro diverse competenze per collaborare. Una vasta gamma di discipline si incontra nel loro lavoro architettonico. Ogni progetto nasce dalla selezione di singoli talenti per creare la giusta 'super squadra'. Per il Len Lye Centre, furono solo in quattro, su 14 progettisti con conoscenze di ARCHICAD, a formare la ‘super squadra’ che lavorò insieme a stretto contatto utilizzando il Teamwork di ARCHICAD.

La facciata del Len Lye Centre è composta da 20 colonne monolitiche curve, prefabbricate in calcestruzzo, alte 14 metri. La loro superficie esterna è rivestite da una tenda in acciaio inox lucidato a specchio con una finestratura nascosta tra le colonne. Le forme delle colonne sono progettate per riflettere la luce all’interno dell’edificio a seconda dell'ora del giorno e della notte. Le gradazioni, i materiali, la luce e l'atmosfera sono composti come in un film con lo scopo di attivare i sensi e stimolare una dimensione poetica. La facciata agisce come una sorta di oggetto vivente collegando ciò che lei stessa divide: gli spazi esterni ed interni.

All’Avvio del progetto, nel 2010 con ARCHICAD 14, la più grande sfida del team di progettazione è stata la modellazione di questa facciata. A causa della complessità della geometria era stato utilizzato Rhino per modellare le forme singole, poi esportato in ARCHICAD per collegare insieme i moduli. Successivamente, con ARCHICAD 15 e 16, la facciata è stata ristrutturato utilizzando gli strumenti Shell e Morph.

“Utilizzare il file in Teamwork è stato sempre fantastico; il recente cambiamento di codice colore dei messaggi all’interno del Teamwork è grandioso” Shane Taylor, BIM Manager, Pattersons
modello ARCHICAD del Len Lye Centre | ©Patterson Associates
modello ARCHICAD del Len Lye Centre | Patterson Associates

Il team di progettazione ha costruito un modello 3D dettagliato, integrando gli elementi 3D sia strutturali che MEP. Questo modello è stato utilizzato per estrarre tutta la documentazione del progetto, per comunicare l'intento progettuale al cliente, e per chiarire problemi in cantiere durante i due anni di costruzione.

“Il BIM è una metodologia che ci ha permesso di comunicare con le parti interessate, con i costruttori e con chiunque fosse collegato al progetto. È uno strumento per chi sta al comando, che consente di distribuire il progetto“ Andrew Patterson, Direttore

Il ruolo dell’OPEN BIM nella progettazione e nella costruzione

Pattersons ha riconosciuto presto l'importanza di una solida base OPEN BIM per il loro design e la costruzione dei flussi di lavoro.
L’OPEN BIM è stato fondamentale nell'elaborazione della complessa geometria dell'edificio tridimensionale, garantendo un continuo scambio tra i consulenti, dalla progettazione alla produzione.

Simulazione della effetto olografico del passaggio della luce tra gli spazi interni ed esterni, Patterson Associates
Simulazione della effetto olografico del passaggio della luce tra gli spazi interni ed esterni | Patterson Associates

L’Impostazione dei protocolli nelle prime fasi del progetto tra i responsabili BIM di ogni consulente è stata la chiave. In una fase di test, alcuni consulenti hanno utilizzato il traduttore IFC, ed un certo numero di modelli di prova sono stati scambiati tra i consulenti per confermare che gli scambi futuri non avessero problemi di interoperabilità. Lo scambio di dati OPEN BIM è stato quindi sfruttato ed i dati condivisi su base settimanale.

Una volta che la geometria della facciata è stata completata in ARCHICAD, è stata esportata in Ecotect 2011 in concomitanza con Radiance per documentare le riflessioni del percorso del sole. Il modello architettonico delle colonne è stato inviato direttamente ai produttori dei prefabbricati, mentre l'effetto della trasmissione della luce è stato testato sul posto con gli elementi campione a dimensione reale.

L’importazione ed esportazione IFC per la parte meccanica e strutturale sono stati fondamentali per il successo del progetto. I modelli meccanici e strutturali importati sono rimasti nel modello architettonico solo come riferimento (livello nascosto), poi la progettazione strutturale dei componenti in calcestruzzo e gli elementi MEP sono stati reimportati nel modello e ha preso la precedenza sul modello BIM.

Il modello finale è stato esportato in SketchUp per consentire al personale della galleria di posizionare le opere d'arte all'interno dell'edificio, pianificando le mostre con un anticipo di due anni sull’effettiva apertura della galleria. Per il rendering e le animazioni, il modello è stato esportato in 3ds Max di Autodesk.

"Il formato aperto IFC ha notevolmente facilitato il processo di collaborazione tra architetti ed ingegneri." Shane Taylor BIM Manager, Pattersons
Imported MEP and structural data of the Len Lye Centre in ARCHICAD, Patterson Associates
Dati MEP e strutturali importati in ARCHICAD del Len Lye Centre | Patterson Associates

L’utilizzo di BIMx in cantiere

L’ipermodello del Len Lye Centre in BIMx PRO, Patterson Associates
L’ipermodello del Len Lye Centre in BIMx PRO | Patterson Associates

Visto che il Len Lye Centre è stato completamente modellato, è stato facile e naturale generare un modello BIMx contenente tutte le informazioni 2D disponibili nel modello. Patterson Associates ha sempre utilizzato BIMx, dal primo giorno di uscita sul mercato.

"Il modello BIMx del Len Lye Centre è stato utilizzato durante sopralluoghi, mentre i costruttori l’hanno sfruttato nelle visite al cantiere, e permetteva loro di visualizzare l'edificio in tre dimensioni durante la risoluzione completa dei giunti. L’app si è rivelata utile anche quando il cliente aveva bisogno di simulazioni su come gli spazi del museo avrebbero funzionato durante eventi specifici." Dice Shane Taylor, BIM Manager, Pattersons.

"BIMx è uno strumento fantastico che esplora in modo aperto e interattivo i modelli 3D BIM su dispositivi mobili. Ci salva dal dover portare enormi archivi cartacei al cantiere!" Shane Taylor BIM Manager, Pattersons
L’ipermodello del Len Lye Centre in BIMx PRO, Patterson Associates
L’ipermodello del Len Lye Centre in BIMx PRO | Patterson Associates

gestione dei costi con ARCHICAD

Il progetto di una galleria d'arte richiede sempre un ambiente altamente customizzato, con come conseguenza altissimi costi di MEP - soprattutto HVAC -, che possono arrivare al 25% del costo totale dell'edificio. ARCHICAD fu indispensabile quando Pattersons, gestendo i costi del progetto, si ritrovò con delle difficoltà nel finanziamento e riuscirono a ridurre significativamente il costo HVAC coordinando ingegneri e sub-consulenti semplicemente cambiando il funzionamento della canalizzazione attraverso l'edificio.

Con un museo d'arte di queste dimensioni, di solito servono due o tre locali tecnici. Quando Pattersons decise di passare a due locali tecnici, rispetto all’unico, si è implementata molto rapidamente questa modifica attraverso il processo di scambio tra i consulenti, salvando una parte importante del bilancio dell'edificio.

Riepilogo

Utilizzando strumenti BIM di ultima generazione, Patterson Associates ha creato un concetto di design che ha portato ad un edificio suggestivo e mozzafiato, la cui influenza arriverà ben oltre i confini della Nuova Zelanda. Il Len Lye Centre è un edificio per il futuro, saldamente radicato nella comunità e nella visione dell'artista che l'ha ispirato.

Un edificio suggestivo e mozzafiato | Foto ©Andrew Patterson (sinistra), ©Sam Hartnett (destra)
Un edificio suggestivo e mozzafiato | Foto ©Andrew Patterson (sinistra), ©Sam Hartnett (destra)

Patterson Associates

Patterson Associates è uno studio neozelandese. La sua filosofia si basa su un'idea molto semplice: se un edificio si inserisce, o “appartiene”, in maniera spontanea ad un luogo, a una ecologia, un tempo e una cultura, anche le persone che abitano l'edificio probabilmente provano un senso di appartenenza. Questa metodologia collega teorie di bellezza ed ambientali. Così come il suo lavoro in Nuova Zelanda, Patterson ha clienti e progetti lontani come in India, Singapore, Australia, Germania e Cina.

Andrew Patterson, Direttore of Patterson Associates ed il suo team, Patterson Associates
Andrew Patterson, Direttore of Patterson Associates ed il suo team | Patterson Associates

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GRAPHISOFT® ha dato il via alla rivoluzione BIM nel lontano 1984 con ARCHICAD®, il primo software BIM dell’industria pensato per gli architetti. GRAPHISOFT continua a condurre l’industria con soluzioni innovative come il suo rivoluzionario BIMcloud®, il primo ambiente al mondo di collaborazione BIM in tempo reale; EcoDesigner™, la prima ed unica soluzione di progettazione “GREEN” integrata al BIM; e BIMx®, l’app mobile, leader del mercato, per la visualizzazione del BIM. GRAPHISOFT è parte di Nemetschek Group.