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Gallery Studenti

Uno sguardo su progetti e casi studio che sfruttano ARCHICAD come strumento didattico per i progettisti di domani. Dagli istituti superiori alle tesi di laurea, ARCHICAD si distingue da un lato per l'intuitività e la facilità di apprendimento, dall'altro per la potenza del BIM e la flessibilità in chiave OPEN BIM.

Marco Di Eusebio Tesi di Laurea in Architettura
M.H.R.D. - Mad House Renovation DAMS

SAAD Scuola di Ateneo Architettura e Design Eduardo Vittoria Università di Camerino - Anno accademico 2017-2018
Relatore: prof. Enrica Petrucci - Correlatore: prof. Gerardo Doti

Nel cuore della città di Teramo, abbandonato da anni, troviamo uno dei più grandi ed antichi manicomi d’Italia, l’Ospedale di S. Antonio Abate, chiamato così per la presenza nel nucleo centrale di una chiesa dedicata al santo, da cui ha avuto inizio tutta la vicenda e la costruzione del complesso manicomiale oggi esistente.
Il progetto il “Nuovo Manicomio” si pone al centro di molte problematiche e discussioni che riguardano il centro storico, dal decentramento dei poli universitari in zone marginali della città, con conseguente spostamento degli studenti in zone limitrofe ad esse, alla scomparsa di numerose attività, spostatesi anch’esse di conseguenza, in zone lontane da esso.
Il progetto si pone quindi il compito di riportare nel centro storico un polo universitario che funga da attrattiva per studenti e non solo, per attivare un processo di anti-decentramento creando una “Nuova Cittadella della Cultura” in un luogo che da sempre continua ad affascinare la popolazione teramana.

Istituto di Istruzione Superiore - Indirizzo Economico e Tecnologico G. A. Giobert di Asti

Lavori scelti delle classi ad indirizzo tecnologico seguite dal prof. Giuliano Moscone e dal dott. Giacomo Lunardon

All'IIS Giobert di Asti si utilizza ARCHICAD già da qualche anno con gli studenti dalla classe 3a in poi.
Questi sono alcuni dei lavori sviluppati el corso degli ultimi anni scolastici, a cominciare dal modello dell’istituto stesso.

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Giobert Asti c Proposta progettuale per adattamento locali esistenti a bar Giobert
Elaborati in formato .pdf (1,8 Mb)

Giobert Asti d

Progetto Parco Bramante - FIABA ONSLUS
I futuri geometri progettano l’accessibilità - A.S. 2014 -2015
Progetto Parco Bramante.pdf | Relazione Parco Bramante.pdf
Tavola-1.pdf | Tavola-2.pdf

Corso di Disegno Automatico - SAAD Scuola di Architettura e Design Eduardo Vittoria Ascoli Piceno - Università degli Studi di Camerino (MC)

Il BIM per il ridisegno a scopo didattico di architetture contemporanee

Presso la SAAD Scuola di Architettura di Ascoli Piceno, Università degli studi di Camerino, dal 2017/2018 nel corso di Disegno dell'architettura e Disegno Automatico, tenuto dal Prof. Filippo Sicuranza e dal Prof. Andrea Stortoni, al primo anno, viene utilizzato ARCHICAD per studiare e ridisegnare architetture famose realizzate in un recentissimo passato da architetti italiani e stranieri.
Il corso per gli studenti iscritti alla Scuola di Architettura del primo anno consta in 8 ore settimanali di disegno manuale e 4 ore settimanali di disegno automatico ed è strutturato per permettere allo studente di approfondire le proprie conoscenze sui metodi di rappresentazione dalla matita al rendering passando per la "messa in tavola" di disegni in scala 1:100 / 1:50.

Tema del corso di quest'anno è il ridisegno dell'intero complesso di Corso Italia a Milano progettato dall'architetto Moretti.
Ogni gruppo di studenti ha seguito il ridisegno di una porzione specifica del complesso.
Tramite gli strumenti di condivisione che ARCHICAD mette a disposizione, gli studenti hanno poi potuto assemblare l'intero complesso per realizzare tavole grafiche e rendering d'insieme.
Non sono mancati anche piccoli esperimenti di realtà virtuale con BIMx e realtà aumentata applicati all'architettura oggetto di studio.

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Lorenzo Casagni Progettazione e gestione wayfinding mediante metodologia B.I.M. | Il caso studio del Centro Traumatologico Ortopedico di Careggi (FI)

Università degli Studi di Firenze | DIDA Dipartimento di Architettura
Corso di laurea quinquennale a ciclo unico anno accademico 2016-2017
Relatore: Prof. Luca Marzi | Correlatori: Ing. Daniele Novelli, Arch. Paolo Licari, Massimo Mocali | In collaborazione con: dida Mon. lab Laboratorio di monitoraggio Careggi

consultazione tesi online full text: https://sol.unifi.it/tesi/consultazione

Attualmente l'azienda Ospedaliera Universitaria Careggi, con il lavoro svolto all'interno dell'area tecnica e con l'ausilio del Laboratorio di Monitoraggio Careggi (Mon.lab), sta sperimentando applicazioni basate sull'uso del modello digitale.

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L'azienda si pone come obiettivo la digitalizzazione del patrimonio costruito attraverso l'applicazione delle metodologie B.I.M. Oriented, mediante strategie di gestione degli asset patrimoniali da affiancare all'attuale sistema in uso per la catalogazione del patrimnio ambientale. Le possibilità offerte dal BIM implementeranno il quantitavio di informazioni contenute nel sistema, offrendo ulteriori strumenti di analisi e supporto in ambito decisionale.

Partendo quindi dalle direttive aziendali il lavoro esplora le potenziaità offerte dalla metodologia in merito alle dinamiche gestionali, nello specifico è stato individuato come ambito di studio il sistema orientativo e cartellonistico ospedaliero.
Questa esigenza aziendale viene sfruttata anche come momento di riflessione sul tema, offrendo possibilità di sviluppo e applicazione della metodologia proposta in ambito di tesi ad ulteriori asset aziendali. Il quadro esigenziale manifestato è stato utilizzato come strumento di definizione del contenuto e degli obiettivi informativi. Questo costituisce la base per la definizione degli usi specifici che verranno fatti del modello e la definizione in maniera puntuale dei LOD di ciascun oggetto necessari ad esprimere la funzione stessa del modello.

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Entrando nella fase operativa, il percorso conoscitivo in prima battuta è stato orientato alla raccolta di dati per la modellazione del Centro Traumatologico Ortopedico di Careggi. Avvalendosi degli strumenti di archiviazione usati all'interno dell'azienda è stato possibile reperire planimetrie as-built della struttura, integrando talvolta con sopralluoghi e rilievi diretti, per indagare quanto più possibile la geometria dell'edificio ospedaliero.
Sostanzialmente il patrimonio informativo cartaceo costituito dagli elaborati tecnici e disegni vettoriali è stato sintetizzato all'interno del modello tridimensionale, garantendo la possibilità di sviluppare diversi LOD all'interno dello stesso modello virtuale; non solo in funzione dell'applicazione da elaborare in ambito di tesi ma anche in prospettiva di futuri utilizzi ai quali sarà possibile destinare il modello.

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Segnaletica modulare come oggetto parametrico
In linea con le direttive di progetto nell'ottica dell'utilizzo del modello per obiettivi di orientamento dell'utenza nel complesso ospedaliero, in parallelo con la modellazione dell'involucro edilizio è stata sviluppata digitalmente la dotazione dei presidi informativi all'interno della struttura. Questa famiglia di oggetti è stata modellata parametricamente all'interno di ARCHICAD, consentito la crazione di un'apposita libreria di oggetti .gdl, per il riutilizzo degli stessi in ulteriori progetti.
La cartellonistica aziendale rappresenta di fatto un esempio di best practice consolidata e diffusa all'interno delle strutture ospedaliere. Tenuto conto di ciò, l'utilizzo della libreria rappresenta un elemento strategico per ottimizzare le procedure che interessano l'attività dell'area tecnica in merito agli aspetti di progetto, computazione, riassetto e managment della cartellonistica ospedaliera.

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Nella speranza di apportare vantaggio agli operatori coinvolti in questa attività e agli stessi utenti della struttura, è stata elabortata una metodologia di lavoro che prende in considerazione la fase progettuale, computazionale e gestionale, anche in prospettiva di cambi di assetto all'interno della struttura ospedaliera. Il modello digitale è convenuto essere uno strumento utile per la gestione delle fasi.
Il progetto sarà implementato di informazioni afferenti alle fasi di messa in opera e gestione della segnaletica ospedaliera. In un'ottica di processo BIM risulterà quindi un database che include gli elaborati grafici nei canonici livelli di approfondimento sequenziali fino agli abachi in cui è possibile reperire le informazioni alfanumeriche relative ai singoli cartelli.

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Ultimata la fase di progetto e redazione degli elaborati con i vantaggi attinenti agli standard BIM, il modello costituirà la base per gli aspetti di Facility management. Infatti il sistema informativo e cartellonistico ospedaliero in parte è formato da presidi fissi e invariabili nel tempo, vedi ad esempio l'identificazione degli accessi o delle uscite di emergenza. Mentre parte del patrimonio presenta aspetti di temporaneità, questa categoria seppur meno consistente nella quantità risulta sicuramente più onerosa dal punto di vista della gestione. Pensiamo all'elemento dei fuoriporta identificatori di vano che è sottoposto a continue revisioni e modificazioni per essere aggiornato al servizio dell'utenza come conseguenza delle variazioni di destinazione degli ambienti, variazione di personale afferente, etc.

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In relazione al posizionamento del cartello e l'indicazione del contenuto informativo in esso presente è stato elaborato un sistema di computazione sulla base di informazioni riportate nel cartello che fanno riferimento ad uno o più settori della struttura ospedaliera. Il sistema di computazione è basato su struttura ad albero i cui dati vengono organizzati secondo una gerarchia che rispecchia i livelli informativi sequenziali che l'utente incontra nel proprio percorso.
Ad esempio, il sinottico generale presente all'ingresso contiene informazioni afferenti a tutti i settori dell'edificio, pertanto rappresenterà il nodo di partenza del sistema di classificazione ad albero. Nello specifico è stata costituita una checklist in cui è possibile definire l'appartenenza o meno a una determinata categoria di informazioni.
Questi settaggi per quanto adattati alla condizione specifica dell'ambito di studio, in prospettiva di uno sviluppo futuro dei sistemi BIM in ambito aziendale, potranno essere utilizzati anche per altre categorie di oggetti presenti all'interno della struttura ospedaliera, ad esempio gli arredi o la strumentazione medica installata in determinati ambienti.

La proposta di management sfrutta l'interoperabilità dello strumento per creare un ambiente BIM in cui i dati di identificazione degli spazi architettonici e relative caratteristiche fisiche vengono direttamente dedotte dal software riducendo gli errori di identificazione degli ambienti e trascrizioni delle caratteristiche per poi completare l'edizione della segnaletica nell'apposita piattaforma. ARCHICAD, inoltre integra funzioni per l'estrazione e la quantificazione delle caratteristiche dei componenti o per l'esportazione dei dati quantitativi in un foglio di calcolo, creando in sostanza un database di informazioni accurate, affidabili e sempre reperibili, fondamentali per il flusso di gestione dell'intera struttura. Dove l'archiviazione non si limiterà ad ordinare le interfacce in ordine alfanumerico, ma verranno anche collocate nel modello, nella posizione di progetto con un vantaggio concreto in termini di identificabilità e chiarezza nella comunicazione tra i vari operatori.

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ARCHICAD integra funzioni per l'estrazione e la quantificazione delle caratteristiche dei componenti o per l'esportazione dei dati quantitativi in un foglio di calcolo.
Il cambiamento nel modello attualmente utilizzato per il management degli apparati cartellonistici esemplifica la possibilità di un'implementazione BIM degli attuali processi aziendali all'interno di Careggi, in quanto risulta essere la tecnologia avanzata fondamentale che è in grado di integrare software aziendali, portali web, GIS e database, per soddisfare specifiche esigenze di progetto e raggiungere gli obiettivi stabiliti.

ARCHICAD Casagni

Politecnico di Milano | a.a. 2017-18
3 Progetti per Basilea, 1 per Genova, 1 per Milano

Carisdeo Colombo Tizzoni

In-Site/Outside | Basilea Andrea Carisdeo, Caterina Lucia Guarneri
Laboratorio di Progettazione I - Politecnico di Milano, Laurea Magistrale in Architettura e Disegno Urbano (ADU) | Anno Accademico 2017-2018
Prof: Pierini Orsina Simona – Salsa Eleonora – Maroldi Fabio

L'obiettivo è ripensare la grande area dismessa e semi-abbandonata del centro commerciale situata all'interno del centro storico di Basilea. L'enorme dimensione del lotto e dell'edificio preesistente ha permesso lo sviluppo di un progetto caratterizzato da una notevole complessità sia volumetrica che funzionale.

Carisdeo Basilea

Dal punto di vista planimetrico, l'impianto progettuale ricalca il perimetro del lotto creando un volume, nel suo insieme, compatto con le dimensioni dei fronti simili a quelle dell'edificio esistente. Al tempo stesso il volume viene scarnificato e genera così due piazze a terra e numerosi spazi aperti in quota. La complessità sia volumetrica che funzionale viene inoltre incrementata dall'inserimento di un campo sportivo.
L'intervento è così scandito da un piano terra di servizi pubblici, da un piano primo di uffici e i restanti piani da residenze. Il progetto è caratterizzato da i vuoti scavati all'interno del volume, che creano così dei veri e propri cortili in quota per agevolare l'interazione sociale tra le differenti attività della struttura.
Caratterizzante il progetto è il particolare rivestimento di facciata, formato da pannelli il cui sviluppo è stato generato tramite la live connection con grasshopper: essa ha portato ad un rivestimento costituito da 3 pannelli di distinte dimensioni distribuiti in modo "random" all'interno della facciata.

Habitat | Basilea Colombo Marco, D'Aquino Ilaria Laura Luisa
Corso di Architettura e Disegno Urbano ADU - Politecnico di Milano - Scuola di Architettura Urbanistica e Ingegneria delle Costruzioni AUIC | Anno Accademico 2017-2018
Situato a Basilea, Habitat è un progetto di Architettura che vuole creare un elemento di continuità all'interno della maglia urbana della città, senza presentarsi come un elemento autoreferenziale, ma come elemento di carattere in grado di aggregarsi all'ambiente urbano che la circonda.
Il sito, oggi, è occupato da un centro commerciale attualmente in disuso, massivo, che risulta essere un elemento pesante all'interno della maglia urbana.

Colombo Basilea

Idea fondante di progetto è la creazione di una nuova strada urbana che possa essere in grado di collegare Utengasse e Rebgasse, nonostante un dislivello di 1.30 m. Al fine di poter generare nuovi spazi di qualità urbana, è stato deciso di ridurre notevolmente il volume architettonico preesistente, arretrando il profilo esterno dell'edificio e allineandolo con la corte limitrofa dettata dagli edifici della Jazz Schule, generando una nuova piazza per la città. Il progetto vive di questa riduzione volumetrica, che ha permesso di definire nuovi spazi urbani fruibili dalla intera popolazione di Basilea e al contempo ha generato una corte interna aperta ad un'altra corte limitrofa. La corte è un luogo di mediazione tra lo spazio urbano della città e gli ambienti interni degli edifici. Habitat vuole porsi quindi come un elemento soglia tra lo spazio urbano della città e la corte interna, intesa come un grande spazio di mediazione, che insieme ai ballatoi, ritmano il passaggio dal territorio urbano al territorio domestico degli spazi interni. Il grande mix funzionale dell'edificio originario è conservato e ampliato all'interno dell'immobile, rendendolo un progetto complesso ma ricco di componenti eterogenee tra loro. Tra residenze, palestra, biblioteca, questa eterogeneità è resa un unicuum grazie ai suoi prospetti e ai vari ballatoi: i principali spazi di mediazione. I ballatoi esterni sono l'ultimo tassello di mediazione, ciò che collega e unisce tutto il progetto e che connette spazi urbani e spazi domestici.
I prospetti, infine, possono esser definiti come l'elemento caratterizzante del progetto, poiché portano con se ragionamenti legati all'ambito di appartenenza su cui affacciano: verso la città, i prospetti sono movimentati, le colonne che caratterizzano i piani sono sfalsate tra loro, e ragionano su un ritmo legato ad una griglia 40x40 per la loro disposizione. I prospetti interni invece sono altrettanto degni di esser definiti "prospetti urbani", ma cercano di essere più intimi, regolari e regolatori, legati ad una dimensione di strada diversa da quella dei prospetti esterni.
Habitat è quindi un progetto urbano in cui l'architettura, i suoi ritmi e il suo lessico diventano portatori di continuità e di tradizione all'interno della città, senza eccedere, ma con carattere (o meglio, caratteri) forti e decisi.

baZel mixed-use | Basilea Federico Tizzoni, Sara Crotta
Corso di Architettura e Disegno Urbano ADU - Politecnico di Milano - Scuola di Architettura Urbanistica e Ingegneria delle Costruzioni AUIC | Anno Accademico 2017-2018
Il progetto va ad indagare un tema attuale, riscontrato ormai in molte città europee e americane quale la dismissione, la ridestinazione funzionale e il riuso dei grandi centri commerciali, soprattutto quelli collocati in posizione centrale dei tessuti storici consolidati. Le condizioni eccezionali della grande area a disposizione hanno permesso una commistione di più funzioni, partendo da quelle più pubbliche, passando per quelle collettive, fino alle private. Questo perchè la casa, in città, spesso si mischia con funzioni che risolvono l'attacco a terra e la relazione con il contesto, inseme al tema del disegno dello spazio aperto.

Tizzoni Basilea

Le funzioni hanno trovato il loro adeguato ordinamento partendo dal tema compositivo dell'ibrido urbano, attraverso l'identificazione di spazi dedicati e caratterizzati funzionalmente e architettonicamente.
Il nuovo edificio va a rompere la relazione con il vecchio centro commerciale che come un grosso "elefante" si inseriva in maniera massiccia e dirompente nella totalità dell'area. Con un andamento a "Z" il nuovo progetto cerca di cogliere i diversi allineamenti e giaciture con il contesto urbano, generando un percorso di attraversamento pubblico, capace di mostrare all'abitante diversi livelli di relazioni man mano che ci si addentra al suo interno. I due fronti urbani, prospicienti sulla via principale Rebgasse, hanno una funzione di rappresentanza e contengono al loro interno rispettivamente la palestra e la biblioteca, mentre nel corpo dell'edificio che percorre in lunghezza il lotto trovano posto negozi, uffici e residenze.
Al piano primo e secondo sono presenti trilocali e bilocali. Il piano terzo e quarto prevede invece residenze duplex con ampia terrazza collegata alla zona notte all'ultimo piano. L'edificio affacciato su via Utengasse, contiene al suo interno sia uffici, sia residenze "soho" ( small office, house office) caratterizzati dalla dinamicità dello spazio interno, variabile a seconda delle necessità. Grande importanza è stata rivolta al comfort ambientale, dando la possibilità ad ogni appartamento di avere il doppio affaccio e uno spazio living generoso, nonchè un balcone.

Welchome | Genova Gruppo CT64: Andrea Carisdeo, Marco Colombo, Leonardo Enzio Pozzi, Federico Tizzoni
IV ed. concorso "La casa del Domani" a cura di Leroy Merlin - 2017
Finalisti: https://osservatoriosullacasa.it/precedenti-edizioni/quarta-edizione-i-progetti-finalisti

Il nostro progetto ha il desiderio di costruire luoghi che sappiano rappresentare una nuova identità, che offrano una maggiore qualità di vita, di relazioni e che rappresentino un modo di vivere più attento alle necessità dell'ambiente.
Lo schema funzionale e dei flussi organizzano e disegnano una pianta completamente ripensata per rispondere alle necessità di accessibilità e condivisione degli spazi delle strutture di accoglienza.

Carisdeo Colombo Tizzoni Genova

L'aspetto della "Casetta Rossa" rimane inalterato all'interno del contesto urbano come stabilito dalla pianificazione urbana del territorio. I listelli in legno rossi vengono sostituiti da un sistema di parete ventilata con cappotto esterno che riprende fedelmente il prospetto esistente conferendo però una miglior efficienza energetica all'edificio.
L'elemento cardine è il patio, fulcro per la condivisione e l'incontro degli ospiti di welchome dove attorno a questo elemento si sviluppano al piano terra gli ambienti della condivisione e gli uffici per l'assistenza medica, psicologica, etica e sociale.
Il primo e secondo piano sono interamente dedicati alle 16 camere che ospiteranno le famiglie dei bambini ricoverati all'Istituto Giannina Gaslini, sviluppate anch'esse attorno al patio centrale per rafforzare il senso di unitarietà dell'intero progetto.
Un grosso lucernario permette alla luce di entrare dall'alto portandola nel cuore dell'edificio ad illuminare quegli spazi che vivono di interazioni tra le persone.

Welchome | Milano Giacomo Tazio Allievi, Andrea Carisdeo, Marco Colombo, Mathilde Iotti, Federico Tizzoni
Laboratorio di Costruibilità e Sostenibilità del progetto - Politecnico di Milano, Laurea Magistrale in Architettura e Disegno Urbano (ADU) | Anno Accademico 2017-2018
Proff.: Anna Caterina Delera, Elena Lucchi - Tutor: Matteo Nerini Molteni

Il tema del laboratorio proponeva la riprogettazione del vuoto urbano che si sarebbe creato dalla demolizione dell'ex Cinema Luce in corso XXII Marzo 14 a Milano, allo scopo di destinarlo a residenze comunitarie speciali utilizzabili da studenti e visiting professor, data la stretta vicinanza con la sede dell'Istituto Europeo di Design.
Il fine è stato quindi quello di ricostruire nel tessuto esistente sostituendo un manufatto degradato e abbandonato con un edificio residenziale di qualità, destinato all'affitto, senza però tralasciare anche la buona occasione di destinare alcuni dei nuovi spazi per la comunità del quartiere.

Carisdeo Colombo Tizzoni Milano

Una grande attenzione è stata destinata alle qualità tecnologiche dell'edificio, scegliendo una tecnologia a secco in modo da ottenere standard qualitativi e prestazionali in grado di ottempare alle normative tecniche in termini di qualità funzionale ed operativa, rispettando gli elevati target energetici per l'edificio NZEB.
Il progetto si svilupa secondo 3 livelli: al piano terra si trova la parte destinata ad un utenza pubblica, con un negozio per biciclette, una ludoteca e una piccola biblioteca affacciante su uno spazio comune, nonchè una parte privata destinata all'ingresso delle residenze con uffici amministrativi annessi.
Al piano primo trovano posto gli spazi comuni per la residenza, sia interni quale cucina, lavanderia e area living, che quelli esterni. Dal terzo piano si sviluppano gli alloggi, realizzati con tagli differenti per venire incontro alle esigenze degli studenti e professori, con stanze singole, doppie e triple.
L'edificio impiega una tecnologia a secco in quanto non solo dà ottime pestazione degli elementi finiti, ma queste vengono estese anche alla fase di progettazione e di gestione del cantiere, riassumendosi in leggerezza, ridotti spessori, pulizia e qualità di installazione.
Nell'ottica di un edificio NZEB, si è deciso di integrare una serra solare indiretta sulla faccita Sud che combinata con una tecnologia PCM permette un minor consumo per il riscaldamento invernale. Infine due camini solari garantiscono una ventilazione naturale degli alloggi affacciati a Nord, dando inoltre un buon apporto di luce naturale.

Liceo Artistico P. Gobetti di Omega (VB)

Lavori scelti delle classi IV e V del prof. Pierdomenico Cavagna | a.s. 2017-18

Federica Riboni e Simone Possenti
Terzo posto alla XIV edizione del concorso nazionale Certamen Giustino Fortunato: Binari della storia: arrivi e partenze | Download Modello BIMx

Politecnico di Milano

Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni Progettazione dell'Architettura | Anno accademico 2017/2018
Corso di Disegno CAD Parametrico 3D
Proff. Arch. Andrea Cammarata, Arch. Stefano Gioacchini

Ricostruzione tridimensionale Sacro Monte di Varallo

Il corso DISEGNO CAD PARAMETRICO 3D è attivo come corso opzionale a scelta del III anno del corso di Laurea in Architettura sin dal lontano Anno Academico 2003/2004. Il docente ideatore e proponente del corso è fin dall'inizio l'arch.Andrea Cammarata.
Il corso fornisce allo studente gli strumenti digitali utili per rappresentare e modellare architetture anche complesse, attraverso la scomposizione in forme geometriche semplici e l'applicazione di software parametrici BIM che ne rendono possibile il controllo. Per raggiungere tali obiettivi il corso è composto da una parte pratica, prevalente rispetto a quella teorica.
La parte di spiegazione legata al software di modellazione architettonica BIM interoperabile ARCHICAD è da sempre erogata in modo interattivo in aula informatizzata. Durante le esercitazioni vengono spiegati ed utilizzati i differenti strumenti digitali: CAD, modellatori free-form (con le relative estensioni parametriche), CAAD, fino ai più recenti sistemi di Building Information Modeling interoperabili (BIM), anche alla luce delle recenti direttive europee e statali per l'assegnazione degli appalti pubblici.
La parte pratica è completata da una serie di lezioni teoriche riguardanti la modellazione parametrica dell'architettura e del territorio, nonché il rendering.
Vengono forniti alcuni esempi di edifici prodotti con piattaforme digitali parametriche, utilizzate non solo come ottimizzazione del processo produttivo, ma come metodo sistematico di generazione della forma, con incursioni nei campi dell'architettura generativa ed algoritmica.
Un obiettivo primario del corso è di rendere indipendenti gli allievi nelle varie modalità e operatività previste e illustrate durante il corso. Le lezioni e le esercitazioni sono inoltre supportate da esperti del settore.

PoliMi Cad Parametrico 2017-18 GUARDA GLI ELABORATI E SCARICA I MODELLI BIMx

Marco Messina

Made in Italy Academy

Il compito principale di questi tre progetti è stato quello di rendere la zona giorno, composta da cucina, salotto e sala da pranzo, abitabile al cento per cento, nel senso che l'elemento fondamentale da rispettare in ogni caso è la funzionalità.
Inoltre, la committenza richiedeva alcune piccole modifiche all'interno della zona giorno, ricercavano degli arredi particolari in modo da rendere uniche le loro case.
Con l'aiuto di ARCHICAD sono riuscito a ricreare gli arredi di cui avevo bisogno.

Istituto Tecnico CAT Gandhi di Narni (TR) a.s. 2017-18

Classe 5B CAT- Laboratorio di Progettazione: rigenerazione urbana

Sta diventando una piacevole abitudine quella di pubblicare ogni anno i nuovi lavori del corso di Progettazione, Costruzioni e Impianti, tenuto dal Prof. Gustavo Caprioli presso l'Istituto Tecnico CAT Gandhi di Narni.
Di seguito si possono sfogliare 8 lavori della classe V B CAT, prodotti nell'anno scolastico 2017-18, basati sul tema della rigenerazione urbana, legato al progetto Terni Smart People - La città Ri-parte da TE!.

Clic sulle immagini per aprire le relative tavole in formato .pdf

CAT Gandhi di Narni Agabiti

Luca Agabiti - Centro per giovani

CAT Gandhi di Narni Lignini

Davide Lignini - Centro sportivo - Relazione tecnico-illustrativa

CAT Gandhi di Narni Leonardi

Alessia Leonardi - Residenza Sanitaria Assistita - Presentazione

CAT Gandhi di Narni Mortini

Leonardo Mortini - Biblioteca

CAT Gandhi di Narni Sciarretta

Leonardo Sciarretta - Centro congressi

CAT Gandhi di Narni Corvi

Paolo Corvi - Palazzetto dello sport

CAT Gandhi di Narni Liviani

Serena Liviani - Centro ricreativo

CAT Gandhi di Narni Marcucci

Francesco Marcucci - Impianto sportivo

CAT Gandhi di Narni Quintavalle

Giorgia Quintavalle - Centro culturale

Liceo Artistico Renato Cottini di Torino
Classe 4G indirizzo Architettura e Ambiente
Elaborati scelti a.s. 2017/2018

Progetto di un Padiglione Espositivo
Prof. Vito Barone – Progettazione Architettonica
Prof. Davide Anzalone – Laboratorio di Architettura

Progetto per un padiglione espositivo basato sulla casa Tugendhat di Ludwig Mies van der Rohe, analizzata in precedenza.

Progetto per la riqualificazione di uno stabilimento industriale
Prof. Davide Anzalone

Gruppo 1: AGRICOLA GIOVANNI, BOSSO MATTEO, BOSSU' CHIARA NEGRONE CHIARA, PERACCHIO LORENZO
Gruppo 2: CAVALLO BEATRICHE, CANUSO ANTONELLO, GALLINARO MARIA CHIARA, SCARCIGLIA SARA
Gruppo 3: AGLI' FRANCESCA, CASSAN NICOLO', LAGLEVA QUEEN, OGERIO PUNZALAN RINA
Gruppo 4: BARCA LUIGI, FORNO MATILDE, POLLET FRANCESCA, PRAZZOLI EMIL, TRIVIGNO FEDERICA
I progetti di questi quattro gruppi di studenti rientrano in un percorso di Alternanza Scuola Lavoro, iniziato già dall'anno scolastico 2016/17, con una nota azienda di automotive del Piemonte.
Il progetto prevede la riqualificazione di spazi, percorsi e facciate di uno stabilimento industriale esistente che ogni singolo gruppo ha affrontato.
Sono state portate avanti tematiche comuni come:

  • un'Architettura che cura il senso estetico pur mantenendo la perfetta funzionalità ed operatività delle strutture;
  • elementi strutturali, come travature e pilastri, oltre a materiali come cemento e ferro, che trovano nell'edificio il loro giusto senso estetico;
  • alta considerazione delle condizioni lavorative, dell'ambiente circostante e del tipo di stabilimento;
  • involucro vegetale che costituisce una decorazione verde in facciata con sviluppo verticale (green wall);
  • contribuire a garantire condizioni di comfort in ogni periodo dell'anno, offrendo un'efficace protezione estiva e un isolamento invernale mediante schermature per proteggere e personalizzare le facciate;
  • aree verdi presenti in un ambito lavorativo industriale;
  • area ristoro con bar all'esterno dell'industria.